L’Alieno Polot

#jesuislalibertèd'opinion

L’Alieno Polot.

L’Alieno Polot, del pianeta Kelmora, osservava curioso gli schermi sopra il pannello di controllo della sua navicella spaziale.
Dovete sapere che i Kelmorani, sono una delle civiltà aliene più antiche dell’universo e che il loro interesse per la scienza e la tecnologia, ha fatto di loro, uno dei pianeti più sviluppati.
Interessati a tutto quello che hanno intorno. Sono dei grandi conoscitori di tutto l’infinito universo.
Essi si dilettano a seguire le vicende degli altri pianeti per imparare altre usanze diverse dalla loro specie.
Quel giorno, il 7 Gennaio 2015, il nostro Alieno Polot, sorvolava la superficie sferica della Terra e verso le ore 11 e 30 minuti dell’orario terrestre (sarebbe per voi troppo complicato capire il tempo kelmorano) sintonizzò i 100 mila schermi della navicella, su varie località del nostro pianeta.
Esso vide in tempo reale:
In un piccolo paesino alle porte di Torino, un bambino infreddolito spezzare il suo panino e passarlo al suo compagno di banco, in un piccolo cortile.
Una coppia innamorata pattinare sul ghiaccio di una pista a Vienna.
Un pianista suonare Stranger in Paradise di Alexander Borodin in una soffitta di Dublino.
Una donna canticchiare sotto la doccia in un grattacielo di New York.
Un gatto fare le fusa a una vecchietta che preparava il pranzo per i suoi nipotini in un cottage vicino al Gran Lago degli Orsi.
Un tizio imboccare sua padre steso in un letto dell’ospedale a Monterrey.
Vide sussurrare “Libertà” in una piccolo sottoscala a Cuba.
Ballare il tango in un locale a Buenos Aires.
Due uomini seduti in una panchina parlare del tempo sotto il porticato di una dimora in un villaggio del Giappone.
Un bacio sulla fronte di una mamma al suo bambino influenzato nella città di Xi’an.
Un signore fischiettare in bicicletta nelle strade della città di Bombay.
Due bambine prendersi per mano a Baghdad.
In Niamey vide una signora lavare con cura dei panni in un catino mentre i suoi bambini giocavano a nascondino.
Vide un pittore fare un quadro astratto in un giardino pubblico di Madrid.
Vide in una redazione di una rivista satirica a Parigi, degli artisti prendere decisioni sul loro prossimo numero.
Poi le immagini si oscurarono tutte.
Per venti minuti terrestri.
Polot sbuffò risentito.
<< Ancora una volta! >> borbottò.
Poi gli schermi ricominciarono a riprodurre immagini della Terra.
Cambiando luoghi e accaduti.
“ Che strano! Ogni volta queste maledette interferenze!” pensò l’alieno Pilot.
Ma lui, il nostro amico alieno, non sapeva che quelle interferenze era tutto quello che forse è meglio non vedere del nostro pianeta.
Perché dovete sapere un’altra cosa: sul pianeta Kelmora, non esiste niente di brutto e quello che è brutto diventa una bolla di colore che dipinge la faccia dei Kelmorani di sorrisi.
‪#‎jesuischarlie‬

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